adelante
«O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
Ernesto Guevara
chi sono?
Sono un ragazzo alla continua ricerca di se stesso, consapevole della utopica meta, proseguo, perchè fermarsi sarebbe come morire. Amo molto una definizione che gli zapatisti usano nella loro costruzione di percorsi di liberazione, frase in cui mi ci riconosco pienamente..."camminare domandando" è l'essenza del nostro cammino.
odio...
Odio gli indifferenti. Credo che "vivere vuol dire essere partigiani". Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: "se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?" Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. Odio gli indifferenti anche perché mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
...e amo
Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merx. Credo che non sia giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri
In nessun luogo andai
per niente ti pensai
e nulla ti mandai
per mio ricordo
Sul bordo m'affacciai
d'abissi belli assai
Su un dolce tedio a sdraio
amore ti ignorai
invece costeggiai
i lungomai
M'estasiai. ti spensierai
m'estasiai, e si spostò
la tua testa estranea
che rotolò
Cadere la guardai
riflessa tra ghiacciai
sessanta volte che
cacciava fuori
la lingua e t'abbracciai
Di sangue m'inguaiai
Tu quindi come stai
Se è lecito che fai
in quell'attualità
che pare vera
Come stai, ti smemorai
ti stemperai e come sta
la straniera, lei come sta
Son le cose
che pensano ed hanno di te
sentimento. esse t'amano e non io
come assente rimpiangono te
Son le cose prolungano te
La vista l'angolai
di modo che tu mai
entrassi col viavai
di quando sei
dolcezza e liturgia
orgetta e leccornia
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai
tu come stai (ah come stai)
Rimpiangono te
son le cose, prolungano te
certe cose
...sono su un filo...
a volte spesso e resistente,
improvvisamente tagliente e stretto.
Cio' che non voglio vedere è sotto
al di là delle mie scarpe,
giù...
dove il vento non arriva.
Il pensiero accompagna l'ansia,
l'ansia invita alla distrazione,
la distrazione sicuramente mi farà cadere,
allora sorrido e respiro
sospeso fra quest'azzurro
del cielo e il vento nei capelli.
Il sorriso sulle labbra,
una certezza malinconica
incisa nel mio buio
e la fierezza di vivere
una sola volta.
è la mia descrizione di uno stato
apparentemente presente
in cui la testa
inizia a fare dei collegamenti
con il cervello.. c
on la memoria ..
i ricordi e le sensazioni
che si provano
in quel momento,
ne descrive
gli istanti successivi
e tu
ammaliato segui la scia d
ella descrizione inconscia,
associ..
segui..
viaggi lontano
emisferi
o anche a pochi metri
di distanza
dalla tua vittima sacrificale,
lì inerme
davanti alla tua mente
mentre neppure si accoge
della variazione di rotta
che la tua mente compie,
soltanto
dalle piccole contrazioni del viso
ci si puo' accorgere
se si è o meno
presenti nella realtà quotidiana.
Così
tra nuvole di fumo
e pezzi di dolci
piglio le mie emozioni istantanee
e le dirado
nel tempo e nello spazio,
ti appartengono
e cercano anche loro
di farsi spazio
almeno fino a quando
le porte della percezione
rimangono libere.
A un bacio mentale delicato
segue
da parte sua
una smorfia
di completo disagio.
nascono fra un caminetto e uno spazio più largo, la tavola da pranzo,
il lavoro...
l'uomo
la sinistra,
la direzione da pigliare
l'internazionalismo e il localismo
la nostra storia e la possibilità di capovolgere tutto quello che ci ha preceduto, creare una nuova dimensione in cui il pensiero della sinistra sia improntata a due nodi fondamentali inscindibili fra loro,
primo... la libertà
secondo ... socialità..
manca il lavoro... necessariamente manca il lavoro inteso classicamente come sistema capace di produrre beni in maniera artigianale.. meccanica etc....
io credo che l'essere umano nasca libero al pari di qiualsiasi altra specie vivente nel proprio habitat... e questo mi fa pensare che abbiamo sovvertito le necessità primordiali,
quali il senso di vivere in libertà di pensiero e di movimenti, e quello di avere rispetto e legame profondo con la nostra stessa specie.
L'uomo nasce e cresce in una dimensione che l'insegna il seguente percorso.... istruzione... ma non per tutti, la moneta ne limita fortemente le egualitarie possibilità,
il lavoro... inteso come necessità fondamentale e necessario per il proprio sostentamento...
In questa girandola vorticosa nn si tenta nemmeno di porre in discussione il "progetto" della propria permanenza sulla faccia della terra... vivere per lavorare
la sinistra secondo me mettendo al centro della propria azione il Lavoro inteso come tutela classica che noi conosciamo ha offuscato l'idea che l'uomo impiega il proprio tempo per lavorare.. stancarsi...e togliere tempo alla propria creatività, alla costruzione di socialità e condivisione di propri talenti...si accetta il lavoro tout-cour
il denaro è necessario... bisogna lavorare... accettare quallo che si presenta.. nei limiti della decenza, per poter mangiare bisogna pagare... quale altro essere paga per vivere?
per pagare l'acqua che ci beviamo?
nn si riesce ad immaginare dimensione differente in cui un@ vive si muove e impara in maniera diversa, non compiamo neppure lo sforzo di immaginare, di scrivere come vorremo questa nuova dimensione...
ad un certo punto ci si sente soli
solo l'eco rimbombante dei propri passi
metallico
ritorna a farmi compagnia
familiare come nei miei silenzi
precisi
mi fermo aspetto
il respiro trattengo
cercando di rallentare i miei segni vitali
recupero energie,
almeno non le spreco.
si è soli
in mezzo alla gente
si è soli
davanti ad un piatto di ceci
capisco il mio arco
lo seguo
sono quasi alfondo
con il sorriso triste
sulle labbra
consapevole
della immediata risalita
ho voglia di fuggire da qui,
bucare la nebbia di questa pianura
e cominciare a planare
nell'azzurro del cielo.
Troppe sono le cose che mi rendono
inquieto
il mio essere di natura...
il fatto che nn accetti una parte di me stesso
legata alla maledetta necessità
del distacco.
L'adrenalina sale
istante per istante
a livelli vertiginosi,
inquietudine
muscoli contratti
okki che nn battono ciglio
e nello stomaco
sempre quella sensazione
pressante
quella sazietà
mista alle contrazioni
un senso di legame
che si diffonde
a chi mi è circostante
l'aria nuova deve entrare
nel mio fisico...
momenti gialli
al posto di questo grigiume
lacrimoso.
Trasposizione fisica...
accompagnata ad una immersione in realtà completamente differenti, si arriva a vestire i costumi del luogo in cui si è anche se pochi momenti prima si era immersi in una dimensione totalmente diversa.
Il viaggio, porta ad annichilire l'impatto brusco con le realta' separate, quindi più veloce è il viaggio, più dirompente è l'impatto con il nuovo circostante in cui ci trova.
porto uno spunto di riflessione ...
«Ogni qualvolta parliamo di noi e del nostro mondo, il mondo rimane sempre come dovrebbe essere. Con questo nostro dialogo lo rinnoviamo, gli infondiamo vita, lo puntelliamo. Non solo: è mentre parliamo a noi stessi che scegliamo le nostre strade. Ripetiamo quindi le stesse scelte fino al giorno della morte, perché fino a quel giorno continuiamo a ripeterci le stesse cose.
Un guerriero è consapevole di questo atteggiamento e si sforza di fermare il suo dialogo interiore. Questa è l'ultima cosa che devi sapere se vuoi vivere come un guerriero.»
«Come posso smettere di parlare a me stesso?»
«Innanzitutto devi usare le orecchie per togliere agli occhi una minima parte del loro fardello. Dal momento in cui siamo nati usiamo i nostri occhi per giudicare il mondo. Parliamo agli altri e a noi stessi principalmente di ciò che vediamo. Un guerriero ne è consapevole e ascolta il mondo; ascolta i suoni del mondo.»
era a fare pausa alle macchinette del caffè,
tanquillamente mi giro e noto
un manifestino messo sulla porta
della polizia mortuaria..
la cremazione..
un'antico rito, una scelta moderna.....
improvvisamente la mia mente fa questa sequenza...
morte
io che faccio....
sepoltura o cremazione
sepoltura..
non si sa mai arrivi qualcuno a cercarmi di rimettermi insieme..
dove va a pigliare la polvere...
poi angoscia...
vuoto e freddo insieme...
la mia vita ha termine
tutto finirà
che c'è dopo..
nulla
vuoto gelo
panico..
avrà termine...è sicuro!
e dopo.....?????????
nn esiste fattene una ragione!!
sarai MORTO
panico
panico
panico
sembrava fossi entrato in vortice malefico..
ho raccolto tutta volontà che avevo
mi sono girato..
e ho detto...
stoffe sabbia catrame polevre
sassi cibo caramelle, mischiate bene bene
e poi soffritti in padella.
La ruota torna vorticosamente
a girare,
si staccono le ragnatele
che cominciavano
a tener fermo
il polso
e d'improvviso l'aria che ti arriva in faccia ha una sensazione
indecifrabile
certezze meno che mai
vecchi fantasmi si affacciano
alle mie spalle
chiaramente dalla parte sinistra,
un buco gelido nel petto,
li dentro si apre l'immenso
sconfinatezza fredda e vuota
un fischio
richiama lo sguardo
in avanti
cammino in un ambiente neutro
niente
nulla
vuoto
solo la stada sotto i miei piedi è bianca
nero
tutt'intorno
voci
pianti
risate
mi accompagnano
mentre proseguo in avanti
so che è speciale questa sensazione
so che non durerà a lungo
ma è qui adesso
di fondo
la sua presenza
avverto
la sua mancanza
e vorrei averla qui
adesso a riempire parte del vuoto
colonizzato nel petto.
le voci familiari
sono nette al mio passaggio
ho paura
di fermermi
devo camminare
la sensazione è di vivere qualcosa di straordinario
adesso
il vuoto dentro
è diventato una
palla di fuoco
brucia,
tutte e due le sensazioni sono lenite
dalle voci che mi circondano
tutto è vero adesso.
Sono fermo
nel vuoto
in attesa di un segnale
un'emozione decifrante,
che mi permetta di capire
quello ho dentro.
Lo spettacolo
è dinanzi a me
si apre in un'ora crepuscolare
le tenebre cominciano ad allungare le braccia
versodi noi,
seduto lì difronte osservo
dinamiche
movimenti
rituali
già scritti su altri muri
la mente si apre e percepisco
quello che l'aria
invisibilmente trasporta
ci sono emozioni dentro di me
che non riesco a controllare
razionalmente,
ci sono brividi che si sentono
sulla scorza del cuore
nonostante sia passato
un anno,
il mio essere che combatte
fra ciò che è e quello che vorrebbe essere
la razionalità mi piglia la mano
e mi parla in stampatello
tutto è chiaro con lei,
ma l'istinto primordiale è
ancora vivo.
Nebbia
mi sveglio,
dopo una notte
ad ascoltare nel dormiveglia
le rotaie del mio treno,
alzo gli okki
e mi accorgo che fuori dal finestrino
i nuvoloni grigi misciati ad una nebbia sciroccosa
avvoge le periferie di Bari.
L'accento e i colori familiari mi riscaldano senza volerlo,
una notte travagliata,
la giornata prima di partire ha segnato il passo,
scandito ritmi
che ricercavo da un po' di tempo,
dettato periodi futuri
e squarciato,
ancora una volta,
parte della mia tenerezza conservata.
Adesso riesco ad immaginare,
programmare i prossimi mesi,
il tutto con un doppio dolore nel petto,
bisogna andare avanti
lasciarsi attraversare vivendole le emozioni
Il treno lascia Bari Centrale
e le nuvole sono ancora lassù,
minacciano e accompagnano,
ma non per molto,
ricasco nel sonno,
le mie rotaie continuano a cullarmi
sino alle porte di Ostuni,
adesso il cielo è azzurro,
tutto cambiato,
tutto diverso,
le periferie ingombranti fatte di palazzine anni settanta
lasciano spazio
ad un misto
campagna masseria città,
dove il bianco,
a tratti sporco,
il verde delle vigne ed ulivi,
e la rossa terra
mi fanno sentire il profumo di casa.
Alla stazione dopo Ostuni
c'è mia sorella ad aspettarmi,
comincia una giornata travolgente
nel senso stretto del termine,
crampi,
voglia di piangere
e tenerezza
mi accompagnano
fino a sera...
stavolta da un'altra stazione si riparte,
diossina
ossido di ferro
strade rosse d'inquinamento sono la cornice
della mia ripartenza.
...camminando...
grigio-azzurro
fresco
la tranquillità rientra
dolcemente nelle pieghe
della pelle
Il nord...
..il mare del nord...
.. la gente del nord..
e poi il cielo...
con le nuvole sotto
dolcemente planando si rientra,
dolcemente planando
si pensa,
si fanno dei nuovi viaggi nei viaggi
ti rimane addosso
la voglia di riprendere
il volo
essere fra le nuvole
e rientrare
planando al dolce giaciglio.
«Ognuno
si porta addosso
il fardello
delle sue
ideologie,
le sue religioni,
le sue convinzioni,
giudica le cose
in quella prospettiva e basta,
e anche per questo
il mondo va male»
Una canzone carica
ci vuole...
premettendo che
sono etero,
almeno fino ad oggi,
io credo
nella libertà totale
dei sessi
e delle espressioni,
Vado di fretta
vado di fretta
non ho più tempo
datemi retta
Gino mi aspetta
dentro un'Alfetta
piena di muffa
Vado di corsa
vado a una festa
piena di gente
molto entusiasta
ora non posso
vado di prescia
forse ritorno
ma non è una promessa
Vado di fretta
vado di corsa
quello che serve è tutto dentro alla borsa
e per adesso mi basta
Maria sei sempre mia
sei l'unica possibile
ma di Gino io mi fido un po' di più
lui mi conquista
e mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta
Ehi ehi
sono gay sono gay
non sono gay, no non sono gay
sono gay sono come vuoi
oggi sono lui
da domani poi se lo vuoi
sarò lei
sarò solo lei
mi dirai: come fai
come mai non lo sai cosa sei
sei diverso da noi
ma che vuoi, sono gay fatti miei
che disturbo ne hai
quale enorme disagio ne trai
sono gay sono gay
si sono gay
No non sono gay, ma vorrei
ma lo sai quanti geni ed eroi sono gay
non lo sai?
o non vuoi ricordare
preferisci pensare
che un gay sia una sorta di errore
una cosa immorale
o nel caso migliore
un giullare, un fenomeno da baraccone
e lo tollererai solo in quanto eccezione
e lo tollererai solo in televisione
lo chiamano gay
e tu pensi ricchione
Maria sei sempre mia
sei l'unica possibile
ma di Gino io mi fido un po' di più
lui mi conquista
e mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta
Riaffiora
dai caldi vapori solforosi
invade piano
la sottostruttura cutanea
e viene assorbito
dalle ossa.
La girandola riprende
per una giornata,
ma riprende
i lampi dell'inverosimile
ed il confine fra
realtà e fantasia
unite
per mano dalla voglia
riprendono
a danzare.
Immagini
luci
okki e mani
ritorna sulla scia del
fresco autunno
la voglia di
ri-vivere.
La descrizione di un attimo
le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza
del mio debole per te
anche se non sei più sola
perché sola non sai stare
e credi che
dividersi la vita
sia normale
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida
la trasmissione dei pensieri
la sensazione
che in un attimo
qualunque cosa pensassimo
poteva succedere
E poi cos'è successo
aspettami
oppure
dimenticami
ci rivediamo
adesso
dopo quasi cinque anni
e come sempre sei
la descrizione di un attimo
per me
e come sempre sei
un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima
Mi hanno detto dei tuoi viaggi
mi hanno detto che stai male
che sei diventata pazza
ma io so
che sei normale
mi chiedi di partire adesso
perchè i numeri
e il futuro
non ti fanno preoccupare
vorrei poterti credere
sarebbe molto più facile
rincontrarci
nei pensieri
distesi
come se fossimo
sospesi
ancora nell'attimo
in cui
poteva succedere
E poi cos'è successo
aspettami
oppure
dimenticami
ci rivediamo
presto
fra almeno
altri cinque anni
e come sempre sei
la descrizione di un attimo
per me
e come sempre sei
un'emozione
fortissima
e come sempre sei
bellissima
perchè
come sempre sei
la descrizione
di un attimo
nella dimensione totale della città,
il cicolo vizioso e ansiolitico
accompagna le mie giornate
lampi di sangue rappreso
si scioglie a tratti nel sole
in mezzo al frescume settembrino.
Mi accorgo di voler tralasciare
parti di me appese
ai legacci del mio paio di scarpe.
scompiglio e voglia di gridare soffocano
il mio deglutire.
Mi devo liberare dai legacci
mi devo rialzare
e gurdare il tramonto
l'unico a darmi forza e pienezza
in questopassaggio delicato
Ansia smodata
riflessi
fresco
collo pigro
calli sui polpastrelli
monologo
chitarra
dialetto
spesso
okki verdi
bravo
martini e ghiaccio
cartoni
rosa
caos
casuccia
e una mucca che mi sorride!
lascio questo per aprire la
porta al pensiero, quello smodato
e leggero
del festival!
fantasia...
intuizione
decisione
decisione e velocità d'esecuzione
... sono andato a vedere un dibattito
al festival dell'Unità, c'era Niki Vendola...
la passione e determinazione con cui
porta avanti il desiderio di cambiamento
è sconvolgente, nulla a che vedere con il
politichese, nulla da spartire alla mera
amministrazione del potere...passione
immaginazione e desiderio dentro ribollono
sotto la spinta di chi dalla mia terra
porta l'esempio di un riscatto, quello dei braccianti
del sud che dopo secoli curvi nelle terre dei
padroni hanno deciso di non togliersi più
il cappello davanti a loro.
Un abbraccio rivoluzionario ;-)
Amarsi un po'
sprazzi di vitalità
affinità elettive
mescolate
alla quotidianità,
movimenti lenti a scoprire
curve nuove
del viso
sorrisi pieni
voglia di esser disperso
a braccia larghe
nell'immensità del cosmo